IL TANGO NELLA MILANO DEL PRIMO NOVECENTO: LO STRANO CASO DEL BARONE DE MARCHI

di Monica Maria Fumagalli

Il 22 settembre del 1913 al Palace Theatre di Buenos Aires, 758 di calle Corrientes, ebbe luogo il primo grande Concorso di Tangos y cuplé della storia, patrocinato dalla Sociedad Sportiva Argentina. La competizione venne organizzata in collaborazione con l’American Cirque Excelsior, circolo che radunava i membri dell’élite porteña appassionati di attività teatrali e circensi. L’invito portava la firma di María Luisa Quintana de Rodríguez Larreto, Elvira de la Riestra de Lainez, Esther Llavallo de Roca, Carolina Benítez de Anchorena, María Roca, María Estrada de Lezica Alvear ed altre dame che rappresentavano il fior fiore dell’aristocrazia. In concorso c’erano 62 tanghi e sei coppie di ballo, che dovettero attenersi ad un regolamento molto severo, con precise indicazioni di comportamento. I ballerini avrebbero dovuto curare soprattutto l’eleganza delle movenze evitando ‘figure’ che ammiccassero esageratamente a gestualità erotiche, così come cortes o quebradas17, i primi movimenti proibiti nel cammino di adecentamiento del tango. Al banco della giuria sedevano il segretario del Conservatorio Musicale di Buenos Aires, Julián Aguirre, il compositore Armando Chimenti e due giovani rampolli dell’alta società: Vicente Madero e Daniel Videla Dorna.

La stampa diede un’enorme importanza all’evento arrivando ad elogiarlo come un successo indiscutibile; è quanto accadde sul quotidiano La Nación del 23 settembre 2013: “La velada inicial del concurso de tangos propiciado por la Sociedad Sportiva Argentina, suscitó anoche el en Palace Theatre una animada reunión social. Esta finalidad de la fiesta puede considerarse completamente lograda” (Lamas y Binda 2008, 274). Persino Viejo tanguero, il giornalista anonimo considerato primo historiador del tango dagli studiosi del genere e curatore di una rubrica sul quotidiano Crítica, segnalava con una certa amarezza:”Esta noche, pues el viejo tango, que con vergonzoso estigma llegó a la vida nacional, resurge como el viejo Fausto de Gounot a la aristocrática escena para hacer su entrada triunfal de niño bien” (cit. in Peña 2007, num. 128).

Nonostante la prima serata avesse registrato il tutto esaurito gli organizzatori, temendo un calo di affluenza nelle serate successive, ridussero il prezzo d’ingresso da 15 a 5 pesos e il Palace Theatre si affollò ancora, richiamando anche un nuovo tipo di pubblico che determinò il cambiamento dell’atmosfera generale: “la primera noche fue formal, correspondiente a la asistencia aristocrática de la sala, pero la segunda fue bastante diferente. El ambiente se había vuelto popular y democrático. Incluso los bailarines se habían familiarizado con la audiencia”, segnala ancora Viejo Tanguero (cit. in Peña 2007, 17, num. 128). Sia il corte che la quebrada sono due interruzioni repentine della danza che entrambi i ballerini eseguono spezzando (quebrando) la figura con una flessione delle ginocchia, una torsione o un pivot, oppure sottolineando il ritmo della musica con un movimento delle anche. Quando il tango fece ingresso nei saloni e nei caffè, questi movimenti vennero proibiti esplicitamente anche con cartelli esposti all’ingresso dove si leggeva “prohibido bailar con cortes y quebradas”.

Per la parte musicale vincerà El Tony, composizione di un musicista francese, inciso più tardi dall’Orchestra Palace Theatre con il marchio Odeón. La gara di ballo invece si concluse senza una classifica ufficiale ma con lo strepitoso successo di pubblico di un ballerino che resterà il più famoso della storia del tango: José Ovidio Bianquet, el Cachafaz. Il concorso, l’anno prima, era stato preceduto da un Galà aperto a tutti al Palais de Glace18 di Buenos Aires, una sorta di serata pilota per avvicinare il tango alla Buenos Aires ‘bene’ prima del futuro Concorso. Come ballerino si era esibito il compositore Enrique Saborido, autore di tanghi celebri come La morocha e Felicia – a conferma del già noto eclettismo degli artisti di tango dell’epoca primigenia – accompagnato dall’orchestra del bandoneonista Genaro Espósito, tra le più apprezzate dell’epoca, con Vicente Pecci al violino e Guillermo Saborido alla chitarra.

L’idea e l’organizzazione di entrambe le manifestazioni, passate alla storia come i primi eventi di tango convocati dall’aristocrazia porteña, si chiamava Antonio Oscar De Marchi, era nato a Pallanza il 25 di agosto del 1875 e aveva vissuto a Milano fino al 1907, anno in cui si era trasferito a Buenos Aires e aveva sposato María Roca, figlia del generale Julio Argentino Roca, due volte presidente della Repubblica (dal 1880 al 1886 e dal 1898 al 1904).

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